Ottobre caldo… pieno di cambiamenti dall’arte all’editoria radiotelevisiva

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Mentre nel giornalismo italiano testate come  Artribune attribuiscono a scelte di regime i cambiamenti liberali messi in atto nel mondo dell’arte da Giorgio de Finis (nuovo Direttore Artistico del Museo Macro di Via Nizza a Roma), nel mondo radiotelevisivo è in atto un potenziale stravolgimento che sta mettendo a rischio  1200 emittenti: per la precisione 400 TV e 800 RADIO.

In gioco ci sono 300 milioni di euro per tre anni destinati al sostegno dell’editoria televisiva.

Attraverso una serie di obblighi insostenibili per le piccole e medie radio e TV (tipo avere 14 dipendenti e 4 giornalisti per le tv e almeno 2 dipendenti di cui un giornalista per le radio) la platea dei possibili beneficiari dei contributi più sostanziosi si ridurrà alle prime 100 emittenti televisive lasciando a bocca asciutta le rimanenti realtà,  le quali saranno costrette a licenziare per non fallire.

Il grido d’allarme arriva dal Presidente della REA (Radiotelevisioni Europee Associate), Antonio Diomede. La Legge “Ammazza Emittenti“, così la definisce, diventerà operante con il DPR 146/17 del 12 ottobre 2017.

La guerra è appena iniziata e già stanno diventando virali gli appelli e “proclami” avversi ad un comportamento che rischia di favorire la censura, naturalmente “sempre alla faccia” della libertà di stampa.

di Giovanni Pirri

 

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