Mentre a Milva va il premio alla Carriera, Ornella Vanoni già pensa al triplo album

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Toccante, ieri sera a Sanremo, la dichiarazione della figlia di Milva salita sul palco per ricevere il Premio alla Carriera assegnato alla madre.
Martina Corgnati, storica dell’arte, saggista e critico d’arte italiano, senza timore alcuno, si è rivolta alla platea che ha visto sua madre esibirsi più volte  per regalare un messaggio che ha lasciato un segno importante.


Milva è più giovane di cinque anni di Ornella Vanoni (classe 1934)  che, invece, dal canto suo – definita donna dei record della musica italiana – ha accettato la sfida di Sanremo mettendosi in gioco.

La Sony Music, l’ha premiata pubblicando un suo album triplo che vede la presenza di una canzone prodotta da Alberto Zeppieri per il progetto “Capo Verde, terra d’amore” e pubblicata da Egea Music sia come singolo digitale, sia quale apertura del volume 7 della collana dedicata al World Food Programme delle Nazioni Unite.

Stupisce la facilità con la quale la Vanoni a 83 anni riesca ancora a calarsi nell’interpretazione e ad emozionare con quella sua voce ancor così cristallina, accompagnata da una perfezione estrema. «Non ho nessun segreto, nessuna ricetta, ma posso dire che la voce assomiglia allo stato dell’anima: è qualcosa di misterioso e di interiore».

Sul palco di Sanremo con lei c’erano anche Bungaro e Pacifico: «Oltre che ad essere due grandi autori, sono anche amici. Trovo giusto che il pubblico conosca chi scrive i brani. Io ho grande considerazione per gli autori». L’idea del trio è stata di Mario Lavezzi, storico produttore di Ornella Vanoni. «Claudio Baglioni l’ha accettata con entusiasmo – racconta ancora la signora della canzone italiana – e anch’io, anche se in realtà all’inizio non ero del tutto convinta di partecipare alla gara. La canzone, però, è molto bella e mi ha colpito».

In concomitanza con Sanremo, da venerdì 9 febbraio ecco il cofanetto “Un Pugno di Stelle” (Sony Music), con i successi resi immortali dalla voce di Ornella Vanoni. «Ho raccolto le canzoni più importanti, quelle che mi hanno accompagnato nella mia vita artistica. Ci sono i duetti, le canzoni storiche, quelle più amate dal pubblico e quelle più significative per me». Non poteva perciò mancare il duetto che Ornella ha fortemente voluto cantare assieme al portavoce mondiale della cultura ebraica, quell’Idan Raichel che la Vanoni, per prima, ha fatto conoscere al pubblico italiano. «Che sia buona vita, il primo duetto di Raichel con un’artista del nostro Paese, è una canzone firmata da me, da Idan e da Zeppieri. È stato Alberto a realizzarla su mio suggerimento e poi mi ha fatto il regalo di chiedere a Paolo Fresu di suonarvi magicamente – come solo lui sa fare – la tromba e il flicorno».
Un piccolo capolavoro nato a Udine e registrato tra Milano e Tel Aviv.

A partire dal giorno di San Valentino la Vanoni tornerà in tour con “La mia storia”. Le prime date: 14 febbraio Monza, 16 febbraio Padova; 21 marzo Bologna, 25 Brescia, 29 Roma; 16 aprile Firenze; 8 maggio Milano, 12 Napoli, 21 Torino.

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