Tra ALT e recensioni. Torna Renato, per mettere un freno

Renato Zero_ph. Roberto Rocco 2_b

Quando hai il vuoto davanti , è quasi scontato che si imponga l’ALT dentro di te.

E’ un’idea, la nostra personale raffigurazione  di un nome che trasformiamo in concetto ma immaginiamo al tempo stesso essere un po’ comando che esce dalla terminologia inconscia per entrare nel mondo della realtà e diventare il tempo d’accompagno di quattordici canzoni:  simbolo di una rinascita che ha la forma di uno Zero e la sostanza di Renato.

In genere l’ALT  arriva sempre alla fine di un conto alla rovescia.

Nel caso specifico di ALT  anche gli autori e i compositori delle canzoni, che vanno da Vincenzo Incenzo a Danilo Madonia passando per  Maurizio Fabrizio, Phil Palmer, Valentina Parisse, Luca Chiaravalli, Mario Fanizzi e Valentina Siga, attraverso i social, si sono divertiti a scandirlo  raccontandoci, via via,  quanto fosse necessario mettere un freno allo stato d’animo di quella gente oramai diventata pigra nel  ribellarsi al torpore mediatico, politico e sociale. Il torpore in cui l’Italia negli ultimi anni è sprofondata.

ALT diventa così una carrellata che, dalla inequivocabile autoreferenzialità  di un album  pensato per volersi bene  tocca, con parole e musica,  l’amore che Renato prova per la sua “gente”: un amore ricorrente. Sia frutto che seme di un grande interesse, che alcuni suoi detrattori interpretano come commerciale ma del resto non si può piacere a tutti.

Con l’uscita di questo disco Renato ha pensato bene di regalarsi l’attesa  per un altro grande evento. Sarà infatti il  protagonista del progetto “ALT – ARENA ARRIVO”. Si terrà  i  prossimi 1 e 2 giugno all’ARENA DI VERONA

Lo slogan  di ALT volutamente, è ” unico, rivoluzionario, libero “. I tre aggettivi che lo compongono sono una costante della carriera dell’artista romano  che dal Piper Club dei tempi d’oro, di strada  ne ha fatta davvero tanta   e, ancora oggi, su di essa prosegue con fare inarrestabile. Renato c’è … e continuerà ad esistere per sempre.

Anche se in ALT, a nostro avviso, affiora,  un cambiamento che parte da dentro e tocca sonorità  melodico-romantiche. Renato ha voglia di stupire. Peccato soltanto che alcune canzoni  sembrino cantate allo specchio , come se Renato sentisse il  costante  desiderio di ricordarsi  che è fondamentale restare immerso in un pensiero positivo…   anche in più di uno.

Al margine una nota… la sensazione  che le canzoni del disco siano state registrate in un arco temporale sufficientemente ampio da rendere non omogeneo il timbro della voce di Renato: particolare al quale  fai caso a fronte di  ripetuti ascolti.

Lo stile musicale è asciutto, come dire, “parco” proprio come il numero di brani. Renato  è , in fondo, l’artista dei doppi LP, CD, persino delle MC.
I temi trattati restano comunque notevoli. Sono i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi.

E’, insomma, un album che va ascoltato con attenzione e può rivelare sorprese, suonare diverso ad ogni occasione umorale. Sarà che siamo le nostre emozioni … a corrente alternata.

Questa la tracklist di ALT

1. Chiedi
2. In questo misero show
3. La lista”
4. In apparenza
5. Il cielo è degli angeli
6. Il tuo sorriso
7. Perché non mi porti con te
8. Gesù
9. La voce che ti do
10. Nemici miei
11. Vi assolverete mai
12. Alla tua festa
13. Rivoluzione
14. Gli anni miei raccontano

 di Giovanni Pirri

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