Recensione in breve : ANAPESON , la macchina del tempo nei luoghi senza sonno

Casino del Duca(1)

Il conte svizzero Carlo Ulisse De Salis Marschlins fu un naturalista vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, esperto di agricoltura e botanica. Viaggiò molto, osservando e studiando le terre che visitava. Nel 1789 attraversò il Regno di Napoli, partendo dalla capitale e passando per la varie regioni del sud Italia.

Ritornato in patria, scrisse l’opera Viaggio nel Regno di Napoli. Ecco come racconta la visita in Puglia, a San Basilio, la tenuta più importante del Conte Francesco III Caracciolo, Duca di Martina. “Anapeson” sono questi luoghi, oggi, senza sonno, abbandonati sotto il peso della modernità distratta. La Storia come rovine.

Questa è la breve sinossi del corto diretto da Francesco Dongiovanni che ci accompagna tra le rovine di “Casino del Duca”, un antico palazzo-castello-masseria situato a San Basilio, sulle sue pertinenze e sulla sua storia: un sito che è stato per più di due millenni il fulcro della vita antropologica di un’intera regione, nonché il punto focale del latifondo più importante della Puglia e del Sud. E oggi non è nulla, deturpato distrutto e dimenticato.

Questo film è soprattutto un discorso sul Tempo e sulla Storia, come lascito, come rovine.

Attraverso il racconto del viaggiatore svizzero settecentesco si consuma il contrasto tra i fasti del passato e il degrado attuale. In mostra una modernità distratta e dominata dal brutto.

La Storia in ANAPESON è intesa come vestigia e come morte.

Nonostante tutto, tuttavia, grazie a Francesco Dongiovanni  si riesce a percepire  il senso, ironico e autentico di un amore smisurato che  sceglie il mezzo cinematografico per stimolare la capacità di immaginazione dello spettatore contravvenendo di fatto alla legge della fiction storica  imperante  nel mondo cine-televisivo di oggi.  Un mondo che è abituato a  imporre a tanti la visione sceneggiata/romanzata di pochi.

Dongiovanni   sceglie così di sfogliare sotto gli occhi della sua telecamera i   docu-racconti-scritti che la storia ha lasciato grazie al lavoro di Carlo Ulisse De Salis Marschlins. I suoi manoscritti  hanno regalato una lettura altra  di quei luoghi che, pur non essendo restati privi del fascino di cui sono dotati  hanno avuto la fortuna di arricchirsi anche nel passato, di “nobile sfarzi”.

Si anima così la macchina del tempo nei luoghi senza sonno che ha la possibilità di accendersi e di viaggiare negli occhi degli spettatori che dal canto loro hanno la possibilità di rileggere la storia in maniera del tutto personale, ad uso e consumo del proprio immaginario.

di Giovanni Pirri

 

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