Musica: CARMEN CONSOLI CONQUISTA LONDRA CON TACCO 12, TANTO ROCK, TESTI IN ITALIANO E FENEDER ROSA

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(@CarmenConsoli) @meltdownfest @DBtodomundo

Straordinario successo per il live della cantantessa, unica rappresentante italiana al prestigioso Meltdown Festival

Voce calda e profonda, grinta, gonna di pelle, tacco a spillo che spinge sul wah wah e Fender rosa al collo: si è presentata così Carmen Consoli ieri davanti a 1.500 persone sul prestigioso palco del Meltdown Festival, leggendaria rassegna musicale internazionale arrivata alla sua 22esima edizione che l’ha vista unica protagonista italiana, esibirsi in un trio rock tutto al femminile.Carmen è salita sul palco del Sounthbank Centre di Londra, il complesso artistico in riva al Tamigi più grande d’Europa, proprio come era attesa. Da giorni, infatti, circolava un manifesto di presentazione dell’evento che ritraeva il suo immancabile tacco 12 vicino alla pedaliera, e David Byrne, direttore artistico del Meltdown di quest’anno, in primo piano. Proprio il Premio Oscar Byrne l’ha scelta come rappresentate per l’Italia dopo averla vista in quel trio che ieri ha conquistato il pubblico londinese e che sta entusiasmando la penisola nel suo tour estivo “L’abitudine di tornare”. “Artista unica nel panorama mondiale e, in questa formazione, è amazing“, ha detto il compositore al suo arrivo.

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Attitudine rock, autenticità ed urgenza creativa, Carmen ieri per il Meltdown ha voluto catturare la potenza pura e la forza dei suoi strumenti cantando e suonando con Luciana Luccini al basso e Fiamma Cardani alla batteria, per un trionfo di suoni che hanno acceso i fan per oltre due ore di concerto, aperto dalla cantautrice svedese Anna Von Hausswolff. Da “Contessa Miseria” a “Sentivo l’odore”, da “Fiori d’arancio” a “Mio Zio”, fino a “Besame Giuda”, tutto il live è stato un susseguirsi di successi per uno spettacolo che Carmen ha voluto tenere esclusivamente in italiano. Con diversi tour mondiali, testi in arabo e francese e tre album internazionali all’attivo (uno dei quali, intitolato semplicemente Carmen Consoli, cantato in inglese), l’artista a Londra ha scelto infatti di esibirsi solo in italiano “per dimostrare che la nostra lingua è bella e portarla qui come un dono. La musica spiega e trasmette più di lingua a volte”, ha affermato prima del live. E la scelta è stata molto apprezzata dal pubblico che sul finale l’ha richiamata a gran voce per ben 3 volte sul palco. Lei ha ringraziato regalando nel primo bis tre pezzi (“Blunotte”, “Parole di burro” e “L’ultimo bacio”) da sola, voce e chitarra elettrica, da antologia, prima di chiudere in trio, con un super rock ‘Besame Giuda”.

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Friday 21 August 2015

Archived

Carmen Consoli
+ Anna von Hausswolff

Royal Festival Hall

Carmen Consoli returns with songs from her eighth album, L’abitudine di tornare.

Packed with rhythm, melody and universal themes, it explores tender feelings and daily life with metaphors, poetry and bitter irony.

Carmen Consoli was the first Italian female artist to play at the Olympic Stadium in Rome. She has performed as a headliner in Central Park, founded her own label and became the first woman in the long history of Club Tenco to win the Targa Tenco for Best Album of the Year with Electra. Appointed UNICEF Goodwill Ambassador and Ambassador of Teléfono Rosa, she won the Amnesty Italy prize with the song ‘Mio Zio.’

‘Ms. Consoli is a remarkable combination of rocker and intellectual … she sings … with passion and immediacy, in a voice that holds sorrow, compassion and strength’ (New York Times)

‘She has a beautiful voice and passionate songs that do not need translation’ (New Yorker)

Support comes from Swedish singer and pianist Anna von Hausswolff, daughter of the avant-garde artist and composer Carl Michael von Hausswolff.

In 2009 Anna released her first EP on Kning Disk, Track of Time, followed in 2010 by her award-winning debut album Singing from the Grave, which garnered rave reviews across Sweden. In 2013 she released second album Ceremony, which received critical acclaim around the globe and was inspired by the death of her grandfather. For this tribute, Anna accompanies herself on the church organ, resulting in a work that combines intimacy with majestic grandeur.

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