@THEVOICE_ITALY : un rebus che nasce come sfida e diventa gioco. Al centro di tutto la musica

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Noemi le domande su The Voice le interpreta come un rebus, chissà quanto aveva in matematica. Restando nel dubbio vista l’impossibilità di chiederglielo direttamente ci è saltata subito  agli occhi la certezza che The Voice, in questa edizione non solo ha consolidato un ottimo rapporto con i social ma si apprensta addirittura  a vivere l’ultima estenuante tappa per decretare il suo vincitore  “non” assoluto.
Il “non” è subito associabile alla grande novità di quest’anno voluta fortemente da Universal e da Piero Pelù il quale, in fatto di giovani promesse, ha le idee ben chiare tanto da sentire l’esigenza di sottolineare , durante conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio negli studi Rai di Milano , che a contare per i ragazzi in gara non deve essere tanto il fatto di poter fare un disco quanto di cogliere il senso ed il valore di una esperienza come quella di The Voice (formativa e di apertura mentale dei ragazzi  che devono puntare più di ogni cosa ai live …e ai social). La novità, dicevamo, sta nel fatto che oltre al vincitore di the Voice ci sarà anche un vincitore per ogni squadra che porterà a casa un accordo con Universal per incidere e pubblicare un mini LP.

Quanto al resto, i meccanismi del programma musicale che è una piccola grande punta di diamante per la seconda rete della TV di Stato, sono più o meno noti e tale iter lascia presagire che le ultime puntate, ben cinque di finale, non solo porteranno a casa grandi ascolti ma riusciranno a far divertire il pubblico che, come di consueto, con il televoto tornerà ad essere di casa.

Sull’argomento televoto ad avere le idee ben chiare è proprio J-Ax all’apparenza restio con i media, durante la conferenza è riuscito a far arrivare ai giornalisti un messaggio chiaro e forte : “non conta per noi l’artista che vincerà in studio, perchè i finalisti hanno già tutti vinto, quanto  l’artista che riuscirà a catturare l’attenzione del pubblico perché in fondo è questo che vogliamo ossia che le canzoni piacciano“.

Pienamente soddisfatti del programma il presentatore   Federico Russo e la V-Reporter Valentina Correani. La terza fase del Talent Show di Rai Due verrà trasmessa sul web con mezz’ora di anticipo rispetto all’orario indicato nel palinsesto Tv e si preoccuperà di rendere condiviso e assai più reality un programma che ha prodotto per la rete social contenuti che hanno ottenuto il plasuo degli ideatori (londinesi) del format, per qualità e quantità degli stessi.

A piacere è anche l’alta vitalità di Facchinetti Jr detto Francesco e di Facchinetti padre che in questa edizione, con grande sorpresa iniziale, hanno diviso la stessa poltrona fino al punto di appassionare i telespettatori con i propri “bisticci” che  continuano a rendere molto family il loro modo di porsi nei riguardi dei membri della propria squadra e non solo.

Che altro dire?

Non resta che ascoltare, vedere, condividere The Voice of Italy nella speranza che possa venir fuori un talento capace di: mettere d’accordo un po’ tutti; di risollevare le sorti della discografia ad uso e vantaggio dei giovani autori/compositori/talenti; di scrivere nuovi collegamenti a livello nazionale ed internazionale soprattutto live e…; fare Musica con la M maiuscola.

Intanto  i ragazzi di questa edizione confermano la nostra piccola grande certezza, ossia,  che il modo di approcciare ai social dei giovani talenti non è più alla Amici (per fare il botto di visualizzazioni su facebook e basta) e, poiché è cambiato  non possiamo che ben sperare in un futuro della musica migliore.

di Giovanni Pirri

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