Le Interviste di Allinfo.it : Lidia Schillaci presenta “Mare Blu”

Lidia Schillaci_1_b(@lidiaschillaci) (@NavamNava)

Le interviste di Allinfo puntano al “MARE BLU” di Lidia Schillaci. Giovane cantante, cantautrice,  arriva al suo progetto da solista dopo una gavetta durata più di 12 anni passata a “cantare”  con i grandi volti della musica italiana e internazionale.  Abbiamo provato a saperne di più: sulla sua storia come cantautrice ma anche  come attrice.

Lidia quale orizzonte taglia il tuo “Mare Blu”?
E’ un orizzonte fatto di  un nuovo inizio e si racconta attraverso un bisogno impellente di provare con la mia voce il senso della  libertà.

Ti sei mai domandata da quale sorgente nasca questo tuo desiderio?
Nasce sicuramente dall’esigenza di fare musica  ma anche da una volontà interiore. Il bisogno  di  esprimere finalmente e, al meglio, le mie emozioni nell’unico  modo che conosco: con il canto e con la musica. E’ l’unico modo che so per riuscire a sfogarmi e non smettere mai di dire quello che provo. E senza che io possa farci nulla.

Calchi i palchi più importanti da circa 12 anni. Adesso che arriva “Mare Blu” consideri questo brano una opportunità per fare  un bilancio?
Decisamente sì e tutti i palchi che ho calcato anche a livello internazionale sono stati una gavetta di alto livello che mi ha reso consapevole del fatto che, dopo tanto,  è importante vivere e fare solo mio questo momento.

E l’aver vissuto esperienze sia in Italia che all’estero in quale direzione ti ha portato nelle tue riflessioni?
Conoscendo gli scenari internazionali ho capito che, per un artista, è fondamentale  non tanto ciò che gli sta attorno  quanto il modo di dire le cose: l’estetica o la visibilità contano fino ad un certo punto. La gente pretende di emozionarsi e s’accorge di quanto peso dai alle parole. E, cosa ancora più importante,  la nazionalità non cambia il modo ed il bisogno delle persone di fare propria la musica.

Secondo te  stiamo sbagliando qualcosa  in Italia rispetto all’Estero ?
Sinceramente non saprei dirlo.  Siamo così abituati a dire che in Italia va tutto male che, ad un certo punto, smettiamo di dare il meglio di noi stessi. Abbiamo così tante cose belle da poter dare al mondo e  credo sia importante sostituire  la ritirata  con la resistenza.

Citando: “i suoni dall’Italia” sono importanti e vanno valorizzati,  dunque l’incontro con Mariella Nava e la sua nascente etichetta “Suoni dall’Italia” ti è stato più che congeniale? Come è nato l’incontro con Mariella?
L’incontro è stato casuale – anche se io non credo al caso – ed è nato al margine  di una delle udienze del mercoledì di Papa Francesco. L’ho raggiunta per salutarla e da lì ci siamo scambiati i contatti. Tra l’altro io non sapevo che Lei  stesse aprendo una etichetta discografica. Da allora è nata una amicizia che , passo dopo passo,  ci sta portanto a sperimentare, a ricercare sonorità  e a focalizzare la nostra attenzione sui testi, scavando dentro  alla ricerca di emozioni. Ed è questa la cosa che desideravo  fare di più in questo momento della mia vita e il team di Mariella ed anche  Antonio Coggio mi stanno aiutando in questo nuovo viaggio.

Nel tuo bisogno di sperimentare si nota una vicinanza con il Cinema. Qual è il tuo rapporto con il Cinema? Ti è congeniale?
Le vicinanze con il Cinema sono state diverse. Trovo il cinema un linguaggio importante  e  utile al mio percorso di crescita. Recitazione e musica si intrecciano perfettamente s’accomunano pur restanto  linguaggi  differenti. Ho scritto inizialmente il brano  “I miss you”, canzone che è stata scelta come colonna sonora del film “Sbirri” con Raoul Bova. Nello stesso anno ho  realizzato anche alcuni brani per la colonna sonora di “Non smettere di sognare”, l’anno successivo ho interpretato il ruolo di Ginevra nella seconda serie della stessa fiction  e sono stata  anche l’autrice dei testi e delle musiche di diverse canzoni.  Il personaggio di Ginevra mi ha permesso di stare a stretto contatto con i ragazzi e di poter scrivere canzoni che mi hanno dato l’opportunità di seminare in me nuova esperienza e di confrontarmi , di scavare al meglio le emozioni che  mi aiutano  nel canto.

Guardando sempre al passato che i presupposti fossero buoni sì è  capito nel 2002 con Operazione Trionfo. Alla fine sei stata eletta la vincitrice morale. Partecipare ad un talent ti ha aiutato o è stata un po’ zavorra?
Come per tutti i talent ci sono i pro e i contro . Operazione trionfo mi ha fornito la scusa per  uscire dal mio paesino della Sicilia che mi dava poche possibilità e mi ha permesso di acquisire popolarità anche se io avevo altro nella testa. Sentivo solo il bisogno  di appassionarmi alla musica  per il piacere di farla senza pensare al successo o alla visibilità. Avevo appena 18 anni e credo di essere stata molto istintiva quando ho deciso di partecipare a quel talent.  Noto invece che i ragazzi di oggi, quando entrano in un queste trasmissioni  sanno già a cosa vanno incontro. Io credo di non averlo mai saputo.

Cosa ti ha lasciato ?
Da una parte mi ha dato visibilità, dall’altra  ha dato inizio alla mia ricerca ache se sono più che mai certa che, oggi, se mi dovessero offrire di farne uno ci penserei su un attimo.

La collaborazione con Nava in quale direzione sta andando?
Molto bella , della ricerca e della consapevolezza. Ma non ti posso dire di più perchè anche noi non sappiamo cosa accadrà.

Vi siete date un tempo o il tempo per voi  non ha importanza?
Il tempo ha molta   importanza ma è altrettanto fondamentale riuscire a dire tutto quello che abbiamo necessità di comunicare.

E…
Non posso dirti di più ma ti avviserò non appena si potrà dire.

di Giovanni Pirri

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