Riapre a Roma lo Studio Fersen di Arti Sceniche

hppic2Il 14 ottobre 2013 riapre a Roma, per volontà della Fondazione Alessandro Fersen in collaborazione con I. T. I. S. Galileo Galilei, lo Studio Fersen di Arti Sceniche, sotto la direzione di Marco Colli, nell’ambito del quale la Compagnia Teatro Akropolis terrà un corso dal titolo Il potenziale espressivo del corpo.

Lo Studio, creato da Alessandro Fersen, drammaturgo, regista e teorico del teatro, nel 1957, è rimasto aperto fino agli anni ’90 ed e’ stato un punto di riferimento per la scena culturale italiana. Lo Studio, frequentato da intellettuali e artisti come Pasolini, Dario Fo, Grotowski ed Andy Warhol, ha formato attori quali Claudia Cardinale, Paola Pitagora, Monica Guerritore, Alessandro Haber, Cosimo Cinieri.

Lo Studio è aperto a tutti quelli che vogliano scoprire le proprie capacità espressive per metterle in pratica sia su un palcoscenico che nella vita di tutti i giorni.

I corsi dello Studio Fersen di Arti Sceniche permettono di esplorare i campi dell’espressività e della comunicazione, attraverso la recitazione, il movimento, la musica, il canto e il mimo.

1069313_557227974341183_51608184_nI corsi sono suddivisi in due quadrimestri: il primo va da ottobre 2013 a febbraio 2014, mentre il secondo inizia a marzo e termina a giugno. Si articoleranno in quattro giorni alla settimana per quattro ore al giorno, dalle 18 alle 22. I corsi del primo quadrimestre sono: Tecnica psicoscenica, Il potenziale espressivo del corpo, L’eredità dei maestri, Esercitazioni ed implicano la partecipazione attiva e creativa degli allievi.
Non sono richieste specifiche attitudini e non ci sono limiti d’età.
Inoltre, lo studio organizzerà laboratori di alta formazione, aperti a tutti, della durata di circa 30 ore, tenuti da importanti figure della scena teatrale.

113982563e4Il nuovo Studio Fersen di Arti Sceniche è ospitato all’interno dell’Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei di Roma, in via Conte Verde 51, a due passi da Piazza Vittorio e dalla Stazione Termini.

La tecnica psicoscenica di Fersen: l’abbandono
Fin dall’inizio Fersen, superando l’approccio naturalista di Stanislawskij alla psicologia dell’attore, comprese che l’attore che voglia conoscere il suo personaggio non deve semplicemente far leva sulla coerenza logica dei suoi sentimenti. La conoscenza può agire sul sentimento solo se essa stessa diventa sentimento. Occorre, così, una conoscenza non solo logica per provocare la vita dei sentimenti. Partendo da questa constatazione Fersen elaborò la sua particolare tecnica psicoscenica dell’attore. L’attore avrebbe potuto, così, dar vita al suo personaggio e scoprire in profondità sé stesso non solo attraverso un percorso logico, ma anche attraverso un graduale e sempre più profondo distacco da sé. La vita teatrale, per Fersen, si doveva così confondere con quella di sentimenti riscoperti e vivificati, tornando alla dimensione perduta del rito, all’ origine stessa del teatro. La tecnica psicoscenica di Fersen, che nel nuovo corso dello Studio sarà insegnata da Marco Colli, regista, sceneggiatore e soprattutto allievo ed assistente di Fersen, si articolerà in esercizi di abbandono e di controllo. Per l’abbandono il primo esercizio sarà il ricordo. L’allievo, abbandonandosi emotivamente, dovrà far riemergere un ricordo e riviverlo dentro sé stesso. Altri esercizi saranno l’immedesimazione collettiva, l’evocazione sensoriale, l’improvvisazione attiva, il rapporto emotivo con un attrezzo, un qualsiasi oggetto: una tazzina da caffè, un bicchiere, un fiore, ma anche oggetti più astratti come un bastone o un pezzo di corda.

Il mnemodramma
Dall’evoluzione del rapporto emotivo con l’attrezzo, nasce il mnemodramma, il dramma della memoria, culmine e punto d’arrivo della tecnica psicoscenica e della ricerca ferseniana. Il mnemodramma, da affrontare dopo un lungo tirocinio, sotto l’attento controllo dell’insegnante, è un vero e proprio viaggio interiore che, a tratti, può trasformarsi in una discesa agli inferi. Si risolve, infine, catarticamente, in un arricchimento della propria personalità ed in un benessere fisico e psichico.

Il controllo
Dall’ altro canto c’è il controllo. Gli esercizi del controllo non dovranno inibire la libera espressione dell’emozione. Il controllo per Fersen è, infatti, un certo tipo di controllo psichico che esiste ed agisce in tutti i cerimoniali della ritualità e della teatralità primitiva e che è presente da sempre anche nella trance degli sciamani. La tecnica del controllo comprenderà l’improvvisazione regolata, l’improvvisazione composita, la tensione reciproca fra i partner.

Ortografia del testo
A lato di queste tecniche si affronterà anche , testi alla mano, un minuzioso controllo “ortografico” sulla drammaturgia in generale ed in particolare sulla lettura dei testi, sulla lettura poetica, sulle intenzioni delle battute, sul sottotesto, sul senso lato di una scena o di un personaggio.

Corsi, docenti e seminari
Nello studio, a fianco del corso di tecnica psicoscenica, si attiveranno corsi di espressione corporea, canto, dizione, mimo, solfeggio. Colli sarà affiancato da Clemente Tafuri e David Beronio, registi e ricercatori teatrali che a Genova dirigono il “Teatro Akropolis“, da Luigi Arpini, per quattordici anni attore nella compagnia Cricot2 diretta da Taddeo Kantor, da Milco Paravani, anche lui ex allievo dello Studio e da altri docenti. I Corsi di alta formazione affiancheranno la normale didattica, avranno una durata di 30 ore circa, saranno tenuti da importanti figure del teatro, quali la scenografa e costumista Santuzza Calì, il professor Ferruccio Marotti ed altri personaggi dello spettacolo.

di Elisabetta Castiglioni

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