makay “equilibri instabili”: ovvero ferma il tempo, e prendine un po’ per te

makay non sempre, gli incontri artistici,  conducono dove si era deciso di andare. ma in questo caso devo dire che la strada scelta è assai buona,  e questo connubio di personalità crea delle atmosfere  a volte  incandescenti nelle loro parsimoniose elasticità.

- quando m’è arrivato il cd, e me lo rigiravo tra le mani per riuscire a togliere la protezione,  mi sono detta “bella ‘sta copertina”, ma non riuscendo ad aprirlo l’ho lasciato in borsa. due o tre giorni lì con tutti i miei impicci vari. poi.

poi una mattina, in macchina e prima di uscire dal cancello, lo prendo e trovo subito il bandolo e lo inserisco nel mio mangia cd (lo chiamo così perché a volte non me lo ridà). e via.
si porta all’ascolto con disinvoltura, e poi s’impossessa di te, questa voce calda di donna.

giovane, forse, ti dici, ché mica è detto che devi conoscere tutti per forza. anzi, a volte meno ne sai e più grande è lo stupore che ti stupisce il desiderio, rendendolo così forte che ti vai ad impicciare della sua storia. per capire, forse. o forse solo per ringraziare, con lo sguardo, quel qualcuno che ha catturato te.

la silvia piddu canta ciò che raccoglie, e lo interpreta come un fiore pronto a sbocciare, ed ha la capacità di proteggere i suoi petali ogni qualvolta, la batteria con la sua esuberanza, o la varietà di stili musicali, cercano di invaderla, quasi volessero metterla alla prova, ma lei riesce ad “entrare” e a mettersi a proprio agio.   e questa mia sensazione ha avuto la conferma leggendola in una intervista.

chi ha seminato è alberto marino che, con la sua capacità, è riuscito, visto che è lui l’autore dei testi della musica e dell’artwork,    a rendere appieno, nei disegni della copertina, il gioco delle parole, facendo ben capire che poi un gioco proprio non è.   anzi, dà il senso di “rischio”, magari rubando promesse alle probabilità.

ma una scommessa non è mai un furto, ché l’artefice della semplicità può essere chiamato minimalismo, ma sempre in prima persona ci si scommette la propria pelle.
e qui, ognuno se l’è “giocata”  affidandosi all’altro, riuscendo a generare un solo corpo. e lo hanno scommesso bene.
- solo cinque brani, ma io glieli ho fatti ripetere finché non sono tornata a casa, cercando di allungare il tragitto, per me.

di  simonetta bumbi

Makay-Equilibri-Instabili1.    In Viaggio
2.    Pensieri Rumorosi
3.    Alla Ricerca Di Me
4.    Mai Mai
5.    Tutto  Scorre

Silvia Puddu – voce
Alberto Marino – chitarra, programming
Francesco Di Gilio – piano
Simone Massimi – basso
Roberto Pirami – batteria

C.D. -    U.d.U. Records -    WMWDTGA 042
2011

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